Vino e pizza!

Abbiamo più volte confessato un insano amore per la pizza. Non per tutta la pizza, anzi, non per il 95% delle pizze sfornate nelle ennemila pizzerie italiane (per non parlare delle finte-italiane all’estero). Ma una pizza fatta con applicazione può essere come una lampada quando il mondo è una stanza scura. Dai pizzaioli napoletani a quelli romani, fino agli artigiani del forno a legna, vi abbiamo segnalato con continuità nomi e indirizzi imperdibili, ma non ci siamo ancora soffermati sull’abbinamento pizza-vino, che troviamo spesso più fruttuoso di quello pizza-birra. E’ arrivato il momento.

Quando scegliamo un vino da abbinare alla pizza prendiamo l’abitudine di farci queste domande:

1. La pizza è condita? Con cosa, con il pomodoro o con altre salse?
2. Passiamo alla guarnizione. Se ci sono salumi o carne, di cosa si tratta? Come sono conditi? E se invece scegliamo le verdure?
3. Il formaggio adesso: fior di latte o mozzarella di bufala? O è un formaggio di capra, un erborinato o un altro tipo di formaggio?

Dare una risposta a queste domande ci aiuta molto a fare la scelta giusta. La salsa di pomodoro tende ad avere un’acidità pronunciata, i salumi sono salati, mentre il basilico aggiunge un dolce accento erbaceo che è bene calcolare prima di scegliere. Al contrario di quel che si crede, non c’è bisogno di preoccuparsi troppo della pasta.

Gli abbinamenti
Oggi concentriamoci sulla pizza Margherita: un classico senza tempo con la sua combinazione di salsa di pomodoro, mozzarella cremosa e foglie di basilico. Allo stesso tempo un piatto semplice da abbinare con il vino. Calcolata l’acidità del pomodoro, un vino dai pronunciati profumi di frutta lo esalterà, insieme alla dolcezza connaturata del formaggio.

Mentre il rosso su rosso può senza dubbio funzionare (rosso del pomodoro, rosso del vino) è bene non sottovalutare i bianchi che valorizzano la qualità degli ingredienti.

I bianchi. Una Vernaccia briosa profumata di erba, melone e frutta secca va benone, o un bianco Friulano, con il suo carnet di profumi agrumati e minerali che valorizza la ricetta della Margherita, semplice ma perfetta.

I rossi. Dal punto di vista dei rossi, gli abbinamenti ideali sono con vitigni come il Sangiovese (il vitigno del Chianti) con i profumi di prugna e le note floreali. O con il Barbera, ugualmente sapido, con richiami di frutta scrura e un colore rosso torbido. Un’altra possibilità, più sbarazzina, è il Teroldego, un vitigno trentino con rimandi  spumeggianti alla ciliegia rossa, delicate note erbacee, e spiccata acidità. E ovviamente il Primitivo: vitigno pugliese gustoso, un po’ rustico e sempre a suo agio sulla pizza.

I vini consigliati dal sommelier di Intravino, Alessandro Morichetti, e i prezzi indicativi in caso di Margherita fatta in casa.

Bianchi
Vernaccia di San Gimignano Fiore 2008 Montenidoli, acida e sapida. (14 euro).

Colli Orientali Friuli Friulano 2009 de I Clivi (16 euro)

Rossi
Barbera d’Alba 200 di Flavio Roddolo, autentica e godibile (15 euro).

Chianti San Pancrazio 2008 di Fattoria San Pancrazio, floreale e quotidiano (12 euro)

Chianti Classico Vigna del Sorbo Riserva 2006 di Fontodi (37 euro).

Primitivo di Manduria 2007 di Attanasio, ricco e verace (22 euro)

Teroldego Rotaliano 2008 di Elisabetta Foradori, un grande esempio di Teroldego, didattico e coinvolgente (16 euro).

Link:  http://www.spigoloso.com/mangiare-fuori/labbinamento-pizza-vino-spiegato-ai-bambini-di-5-anni/

 

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