La vera Pizza (1847)

Scrive Francesco de Bourcard:

“La pizza non si trova nel vocabolario della Crusca, perché si fa col fiore e perché è una specialità dei napoletani, anzi della città di Napoli. Prendete un pezzo di pasta, allargatelo o distendetelo col matterello o percuotendolo con le palme delle mani, metteteci sopra quanto vi viene in testa, conditelo di olio o strutto, cuocetelo al fuoco, mangiatelo, e saprete che cosa è la pizza. Le focacce e le schiacciate sono alcunché di simile, ma sono l’embrione dell’arte. Le pizze più ordinate sono quelle coll’aglio e l’oglio, han per condimento l’olio e sopra vi si sparge, oltre il sale, l’origano e spicchi d’aglio tranciati minutamente. Altre sono coperte di formaggio grattugiato e condite collo strutto, e allora vi si pone sopra qualche fogliolina di basilico. Alle prime spesso si aggiunge del pesce minuto; alle seconde delle sottili fette di mozzarella. Talora si fa uso di prosciutto affettato, di pomidoro, di arselle ecc. talora ripiegando la pasta su se stessa se ne forma quel che chiamasi calzone”.

*Francesco de Bourcard, Usi e costumi di Napoli (1847)

La pizza

Continua la lettura al link https://iltempiodellapizza.wordpress.com/2011/09/06/la-storia-della-pizza-2parte/

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